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Donne che hanno scritto la storia della tecnologia

Non esiste giornata migliore dell’8 marzo per parlare delle donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo della tecnologia e dell’informatica. La Festa della Donna può essere uno spunto per celebrare l’intelligenza dell’universo femminile applicata ad algoritmi, programmazione, scienza, ricerca e innovazione.

Qualche giorno fa abbiamo inaugurato la rubrica “vita da Nerd” raccontandovi di Ada Lovelace, la prima donna programmatrice della storia che pose le basi per la nascita dei primi computer. Continuiamo oggi a parlare di tutte quelle donne un po’ nerd, un po’ geek, che possono essere d’ispirazione presente e futura.

GRACE MURRAY HOPPER – LA MAMMA DEL COBOL E DEL DEBUGGING

Nata nel 1906, diventa nel 1943 Capitano di Marina ed entra nel team che lavorava allo sviluppo dei programmi per il computer Mark I, tra i primi calcolatori elettromeccanici della storia. È stata la prima donna ad aver pensato e realizzato un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina (il Cobol) teorizzando il metodo del debugging (eliminazione dei bug informatici attraverso analisi periodiche e continue del codice sorgente del programma). Nel corso degli anni ’70 è stata accesa sostenitrice del processo di standardizzazione nel mondo dell’informatica.

SUOR MARY KENNETH KELLER – L’ACCESSIBILITÀ DELLE INFORMAZIONI

Nasce a Cleveland nel 1913, laureata in matematica e poi in fisica, è stata una delle prime donne a conseguire un PhD in informatica negli Stati Uniti. La sua tesi era incentrata sulla costruzione di algoritmi in grado di eseguire una differenziazione analitica sull’espressione algebrica. Successivamente insegna al Clarke College di Dubuque, in Iowa, dove fonda il Computer Science Department. Sua la celebre frase: «Stiamo sperimentando un’esplosione di informazioni ed è ovvio che le informazioni non sono di alcuna utilità se non sono accessibili».

KATHERINE JOHNSON – LA MATEMATICA DELLO SPAZIO

Nata nel 1914 fu subito considerata una bambina prodigio nonché un genio della matematica, Assunta come matematico alla Naca (National Advisory Committee for Aeronautics) poi diventata Nasa, ha contribuito al calcolo della traiettoria del volo spaziale Alan Shepard, il primo lanciato nello spazio dagli statunitensi nel 1959. Si è poi occupata della verifica dei calcoli matematici relativi all’orbita intorno alla terra di John Glenn nel 1962 e ha calcolato la traiettoria di volo dell’Apollo 11 nel suo primo volo sulla luna nel 1969.

HEDY LAMARR – LA FEMME FATALE CHE INVENTÒ IL WIRELESS

Nata a Vienna nel 1914, è stata una delle prime a interpretare una scena di nudo nel film “Estasi” del regista cecoslovacco Gustav Machaty, per poi diventare un’icona di Hollywood recitando in pellicole come “La febbre del petrolio” con Clark Gable e Dick Tracy. A lei si deve l’invenzione, con brevetto depositato nel 1942, di un sistema di modulazione per codifica d’informazioni da trasmettere su frequenze radio, che avrebbe consentito di comandare a distanza siluri e mezzi navali. Con quest’invenzione pose le basi della crittografia, della telefonia mobile e dei sistemi informatici wireless.

KAREN SPÄRCK JONES – L’ORIGINE DEI MOTORI DI RICERCA

Nasce nel 1935, si laurea in filosofia ma diventa una delle figure chiave nella storia dello sviluppo dei search engine. Si dedica alla Computer Science e nel 1972 pubblica “A statistical interpretation of term specificity and its application in retrieval” che introduce il concetto di inverse document frequency, uno dei principali componenti della classifica degli algoritmi per ricavare automaticamente un testo da un indice di documenti. Nel 1994 la sua teoria è stata usata da Mike Burrows per dare origine al motore di ricerca Alta Vista. Sostenitrice delle donne hi-tech, il suo motto era: «L’informatica è troppo importante per essere lasciata solo agli uomini».

MARGARET HAMILTON – L’IMPRENDITRICE INFORMATICA

Nata nell’Indiana nel 1936, è stata direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, che sviluppò il software di bordo per il programma spaziale Apollo 11. Nel 1986 la scienziata è diventata imprenditrice e ha fondato la Hamilton Technologies a Cambridge, Massachusetts, società nata per sviluppare il cosiddetto Universal Systems Language basato sul paradigma di Development Before the Fact (DBTF) per la progettazione di sistemi e software.

ADELE GOLDBERG – LA REGINA DEL SOFTWARE

Nata in Ohio nel 1945, si laurea in matematica e poi in informatica. Lavora per il Centro di ricerca Xerox di Palo Alto ed è co-fondatrice di ParcPlace-Digitalk, società che produce applicazioni per sviluppatori di corporate software. È stata presidente dell’Acm (Association for Computing Machinery) ed ha ricevuto numerosi premi per il contributo dato all’informatica. Insieme con Alan Kay ha sviluppato il linguaggio di programmazione Smalltalk.

ANITA BORG – L’INFORMATICA FEMMINISTA

Nata nel 1949 a Chicago, in Illinois, ha iniziato a programmare nel 1969 ispirando, motivando e stimolando numerose donne ad avvicinarsi alla tecnologia. Sviluppa Mecca, un sistema di comunicazione via mail per comunità virtuali basato su web, quando ancora il concetto di community non esisteva. Nel 1987 fonda “Systers”, la più grande comunità al mondo per lo scambio di email tra donne che operavano in ambito informatico. Nel 1994 ha fondato il Grace Hopper Celebration of Women in Computing: inizialmente l’idea era creare un convegno annuale per donne dell’informatica, oggi è tra gli appuntamenti più seguiti e partecipati in Usa. Ha fondato l’Istituto per Donne e Tecnologia, che oggi si chiama Anita Borg Institute for Women and Technology in suo onore.

SOPHIE WOLSON – I PRIMI PC E PROCESSORI PER SMARTPHONE SI DEVONO A LEI

Nata a Leeds, in Inghilterra, nel 1956, ha studiato informatica e ha subito sviluppato un cow-feeder automatico. Ha disegnato l’Acorn System 1, un microcomputer da 8-bit per hobbisti, poi prodotto e messo in commercio dall’azienda britannica Acorn Computers a partire dal 1979. Assunta da Acorn, con il collega Steve Furber, in una settimana disegna e implementa il prototipo di quello che è diventerà il BBC Microcomputer. Successivamente realizzano insieme altre soluzioni innovative, tra cui il processore Arm, oggi utilizzato per migliaia di diversi prodotti, dai cellulari ai tablet, dalle televisioni digitali ai videogames.

ROSIE (X) CROSS – CULTURA DIGITALE E CYBERFEMMINISMO

Nata in Inghilterra nel 1958 ma cresciuta a Sydney dove si laurea in Giornalismo, nel 1993 ha fondato www.geekgirl.com.au una delle prime riviste online al mondo impegnate a incoraggiare le donne ad entrare a far parte nel mondo della tecnologia. Alcune copie sono tuttora esposte in musei e gallerie di tutto il mondo, tra cui l’Andy Warhol Museum in Pennsylvania, USA. RosieX ha scritto anche per giornali, riviste e prodotto documentari radiofonici sulla cultura digitale per l’ABC. La comunità tecnologica vede in lei una pioniera, con vari interessi nella tecnologia, nella scienza e nelle arti. Il dizionario Macquarie le ha attribuito il merito di aver coniato il termine “Geekgirl”.

FABIOLA GIANOTTI – DIRETTRICE GENERALE DEL CERN

Classe 1962, romana, laureata in fisica con dottorato in fisica sub-nucleare. Approdata al Cern grazie ad una borsa di studio, è stata poi assunta come ricercatrice nel Dipartimento di Fisica in cui negli anni ha avuto modo di condurre numerosi esperimenti tra cui Atlas. Proprio questo esperimento ha fornito i dati che hanno portato a scoprire il bosone di Higgs, una scoperta da Nobel per la quale sono stati premiati lo stesso Higgs e il collega Francois Engler. Dal 2016 è la prima donna a ricoprire l’incarico di direttore generale del Cern, il laboratorio scientifico più prestigioso del mondo.

HELEN GREINER – LA MAMMA DEI ROBOT

Nata nel 1967 è co-fondatrice e presidente della iRobot Corporation, ha contribuito a migliorare l’accessibilità di questi dispositivi meccanici che eseguono funzioni in automatico o guidati da remoto. Il suo obiettivo è “mettere i robot a disposizione di tutti”. Secondo Greiner, entro pochi anni quasi in ogni casa degli Stati Uniti ci sarà un robot che sbrigherà le pulizie o fare da babysitter. Nel 2020 è diventata presidente e CEO di Tertill, startup di Boston per la robotica applicata al giardinaggio.

ARIANNA MENCIASSI – GENIO DELLA ROBOTICA BIO-MEDICA E CHIURURGICA

Nata in Toscana nel 1971, laureata in Fisica a Pisa, è oggi una ricercatrice di fama internazionale. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con il Centro di Ricerca in Microingegneria della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove ha intrapreso il percorso di dottorato di ricerca sulle tecniche di manipolazione di micro oggetti meccanici e biologici. Nel 2001 per questa ricerca ha vinto il Best Manipulation Paper Award alla Conferenza Internazionale di Robotica e Automazione (Seoul, Corea del Sud). Coordina l’area di ricerca di “Surgical Robotics” presso l’Istituto di BioRobotica della stessa Scuola. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la robotica biomedica e chirurgica, le tecnologie dei microsistemi e l’applicazione delle micro e nano-tecnologie alla diagnostica e alla terapia. «Il mondo della robotica tradizionale, quindi robotica industriale – ha detto – è molto maschile, ma la robotica biomedica, e l’ingegneria biomedica in generale, sono un mondo misto. Questo perché l’aspetto biomedico della robotica attira molto le donne, che pensano all’utilità e al valore sociale di quello che fanno forse più degli uomini».

SAMANTHA CRISTOFORETTI – LA PRIMA ASTRONAUTA ITALIANA NELLO SPAZIO

Chi non conosce AstroSamantha? Nata a Milano nel 1977, laureata in Ingegneria meccanica a Monaco di Baviera, è stata la prima donna italiana (e la terza europea) ad andare nello spazio. Durante la missione ha condotto esperimenti di fisiologia umana (dall’Università di Ferrara), analisi biologiche (wearable monitoring studiato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus) e sperimentato la stampa di oggetti 3D in assenza di peso (progettata dalle aziende italiane Altran e Thales Alesia Space). Tornerà sulla Stazione Spaziale Internazionale nella primavera del 2022 con un nuovo intenso programma di esperimenti.

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